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Per la prima volta nella storia delle organizzazioni convivono nello stesso luogo di lavoro fino a cinque generazioni diverse. Una situazione inedita, destinata a diventare sempre più comune nei prossimi anni, che porta con sé nuove opportunità ma anche nuove sfide.

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Usare il tempo efficacemente, non solo efficientemente

Focalizzatevi sui vostri lavori più importanti. Immaginate che il vostro capo vi abbia chiesto di preparare un’importante presentazione per la prossima riunione.

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Gran parte della letteratura manageriale odierna si concentra sull’importanza di una buona leadership. Ma cosa sarebbero i leader senza i loro collaboratori? Nell’inglese del management si usa un termine molto forte “Follower”, che potremmo tradurre come collaboratore, mentre l’italiano collaboratore è comunque più gentile. In questo articolo esaminiamo l’importante concetto di “collaboratore” e consideriamo cosa rende un buon collaboratore, cosa cercano i collaboratori in un leader e come le organizzazioni possono promuovere un efficace rapporto di collaborazione.

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La “cultura della colpevolizzazione ” è quella che punisce gli errori invece di analizzarli. Quando qualcosa va storto, l’attenzione si sposta rapidamente da “Cosa è successo e come possiamo risolverlo?” a “Di chi è la colpa ?”.

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Per molti nuovi manager, l’entusiasmo per la promozione è smorzato dalle preoccupazioni riguardo agli ex colleghi. Saranno invidiosi? Come si comporteranno nei tuoi confronti? Condivideranno la tua visione? E hai le capacità necessarie per guidarli?

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Un ottimo manager è in grado di adattarsi a diverse situazioni. Ma per farlo efficacemente, ha bisogno di un’ampia gamma di competenze. Che tu ti stia preparando per il tuo primo ruolo manageriale o che tu gestisca team da anni, ci sarà sempre qualcosa di nuovo da imparare e competenze da sviluppare.

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Perché il ruolo del manager sta cambiando radicalmente?

Viviamo in un’epoca in cui il cambiamento corre più veloce della capacità delle organizzazioni di interpretarlo. La trasformazione digitale, la transizione ecologica, le nuove sensibilità sociali e una crescente instabilità dei mercati stanno mettendo in discussione modelli consolidati da decenni.

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Ottenere supporto e consenso durante un processo di cambiamento è uno degli aspetti più cruciali del change management, ma può anche essere uno dei più difficili. Esaminiamo quindi come il cambiamento influisce sulle persone sul lavoro, quali sono i segnali di resistenza al cambiamento e come leader e manager possono affrontarli.

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Contribuisci a rendere efficace l’apprendimento del tuo team.

È importante promuovere una cultura di team che incoraggi le persone a impegnarsi nell’apprendimento e a trarne un reale beneficio.

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I team responsabilizzati (noti anche come “empowered team”,  team “autogestiti” o “autodiretti”) si caratterizzano per una maggiore libertà, autorità e responsabilità nel completare i compiti e prendere decisioni rispetto ai team tradizionali.

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La delega e la responsabilizzazione non sempre vanno di pari passo in azienda.

Cos’è davvero un team responsabilizzato e in cosa si differenzia dagli altri team in azienda? In questo articolo troverete alcuni consigli su come creare le condizioni appropriate per incoraggiare la responsabilizzazione nel team.

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Autocritica: un aiuto o un ostacolo?

Tutti abbiamo la tendenza a essere autocritici. Alcuni direbbero che un po’ di insicurezza li aiuta a mantenere standard elevati e a rimanere motivati. Ma per altri, la critica  interiore può tenerli in ostaggio dell’odio per sé stessi e della paura, impedendo di raggiungere il loro vero potenziale. Alcuni studi hanno persino collegato un alto livello di autocritica alla depressione. La psicologa Katherine Muller sostiene che “le persone di solito hanno successo nonostante la loro critica interiore, non grazie a essa”.

Se temi che la tua critica interiore stia prendendo il sopravvento, i seguenti consigli potrebbero aiutarti a ristabilire l’equilibrio.

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Come aiutare a gestire lo stress? Nessun manager può eliminare lo stress di un team o “risolvere” quello di un singolo individuo. Ma può agire per diffondere la resilienza nel team.