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Leader si nasce o si diventa?

“Come le note per uno strumento musicale, i geni non determinano quale musica verrà suonata. I geni definiscono semplicemente la gamma di possibilità di ciò che verrà suonato”
Warren Blank, autore

La leadership è un processo che può essere appreso, non è elargita casualmente da un ente supremo al momento della nascita. Quindi se si vuole essere un leader, si può apprendere ad esserlo. Quindi chiedere “Leader si nasce o si diventa?” è come chiedere se si nasca atleti: non c’è una risposta univoca, è con una combinazione tra talento e duro lavoro che si raggiungono i risultati straordinari.

La vera domanda è quindi “La leadership può essere appresa?”. E la risposta in questo caso è un chiaro “Sì”.

Si ha talvolta la percezione della leadership come di una miscela di qualità speciali e anche un po’ misteriose. Non è così: tutti noi abbiamo delle doti e dei comportamenti da leader, dobbiamo solo imparare a sfruttarli pienamente.

Carisma e genio

Caratteristiche come il carisma e il genio cadono prevalentemente nella categoria delle doti innate e possono essere sviluppate solo in una certa misura. Ma si può rilevare che a queste due doti viene attribuita un’importanza molto maggiore all’impatto concreto che poi realmente hanno. Non ci sono dubbi che possedere queste qualità può essere un vantaggio considerevole, ma non sono né necessarie né tanto meno sufficienti per essere un leader di successo. Infatti:

  • se ne siete dotati ma non le completate con altre competenze importanti, potrebbero non contare poi così tanto
  • se non ne siete dotati ma compensate rafforzando altre competenze, potete diventare un leader di successo

Il guru del management Peter Drucker usava l’ex Presidente degli Stati Uniti Harry Truman come esempio per sottolineare questo punto: “Harry Truman non aveva un grammo di carisma, ma è stato uno dei più efficaci leader nella storia statunitense”.

Quindi per essere un leader efficace non bisogna necessariamente padroneggiare tutte le competenze. Bisogna piuttosto riconoscere i propri punti di forza e i punti di debolezza e trovare i modi per coltivare i primi e dominare i secondi.

Le caratteristiche del leader

Lo stereotipo del leader è quello del “leader-eroe”, una persona semplicemente “grande”. Anni di ricerche hanno però dimostrato che non è necessariamente vero: questo è un tipo di leader, ma ne esistono anche altri.

E’ importante capire che non esiste lo stile di leadership “corretto” o “migliore”. E che la leadership è più un processo che non un elenco di qualità o competenze.

Un leader efficace:

  • identifica il giusto compito che deve essere svolto
  • influenza le persone giuste, nel momento corretto, per svolgere il lavoro
  • fa in modo che il compito venga svolto, nel modo corretto

Se si parla delle qualità necessarie per portare a termine il processo, non esiste una visione unica e condivisa. Mentre si è concordi su alcuni tratti e comportamenti che sembrano associati alla leadership, è difficile definire con precisione cosa sia più importante.

Focus:

c’è una differenza di fondo tra essere un leader e essere un manager. Questa è ben espressa da una citazione di Warren G. Bennis: “I manager fanno le cose nel modo giusto, i leader fanno la cosa giusta”

La leadership si focalizza sui cambiamenti effettivi e sull’essere orientati alle persone, mentre il management punta più alla stabilità e all’orientamento ai sistemi. Questo non vuole dire che leader e manager non possa convivere nella stessa persona, ma leadership e management sono due processi diversi

La scuola di pensiero prevalente in questi ultimi anni dice che la leadership è la somma di tratti della personalità, processi di pensiero, competenze, mentalità e comportamenti. Ogni leader attribuisce poi pesi diversi a ogni elemento.

Il cocktail della leadership

Ingredienti: tratti della personalità, processi di pensiero, competenze, mentalità e comportamenti

Procedimento: Mescolare tutti gli ingredienti nelle proporzioni desiderati. Assicuratevi solo che il mix finale sia gradevole. Le proporzioni devono essere calibrate al contesto di servizio.

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Barbara Badiali

“La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità.” (Albert Einstein)

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