Costruire la fiducia nelle altre persone, creando team sicuri di sé

Prova a pensare ad una partita di calcio tra due squadre: se una squadra è più convinta e sicura di sé dell’altra, è facile notare che i giocatori di questa si rendono conto di avere buone possibilità di vittoria.

Tutto questo perché ciascuno all’interno della squadra prende buone decisioni e lavora insieme in modo continuativo. Al contrario, la fiducia che ripone in sé stessa l’altra squadra è incerta. Infatti i giocatori dubitano delle loro capacità, sono indecisi e non si impegnano pienamente in una particolare linea d’azione. Quando questo accade, è presumibile che il team con più fiducia in sé stesso vinca.

Gli stessi principi si applicano sul lavoro, dato che quando si hanno persone nel proprio gruppo che hanno una scarsa sicurezza in sé stessi possono ostacolare il raggiungimento del pieno potenziale dell’intero team.

Per questa ragione è importante sostenere la fiducia di coloro che ci circondano.

Vi sono diversi step per raggiungere questo obiettivo:

  1. relazionarsi con empatia
  2. riconoscere la scarsa sicurezza di sé: infatti le persone che non si sentono sicure di sé stesse raramente crescono. Vedono più rischi che opportunità, non realizzano buone performance in nuove situazioni e spesso hanno bassa autostima, tanto che raramente si fidano del proprio giudizio e spesso ritengono il successo raggiunto un frutto della mera fortuna e non derivante dai propri sforzi.
    Al contrario, le persone con alto livello di fiducia in sé stesse sono più produttive ed efficaci, possono sollevare il morale dell’intero gruppo. Inoltre, sono più propense a correre rischi, che possono avere ripercussioni positive sulle loro carriere, così come per i team.
  3. aiutarli a sviluppare conoscenza e abilità: più forti sono le loro capacità e maggiore sicurezza avranno in sè stessi. Un buon modo per aumentare la fiducia in sé stesse delle persone nel proprio team è incoraggiare l’apprendimento e fornire molte opportunità di formazione aggiuntiva.
  4. stabilire obiettivi chiari e aiutarli a raggiungerli: molte persone acquistano fiducia portando a termine compiti e progetti con successo.
    Per questa ragione è fondamentale assicurarsi che le persone del proprio team sappiano quali sono gli obiettivi su cui dovranno lavorare, aiutandoli nel raggiungimento, ma soprattutto celebrando i loro risultati.
  5. aiutarli ad identificare le cause scatenanti: ognuno di noi ha alti e bassi nella fiducia, tanto che alcuni compiti o situazioni ci sollevano, mentre altri possono essere causa di minor autostima. Se si lavora con qualcuno che ha una bassa fiducia in sé stesso, bisogna sostenerlo nell’individuazione delle cause scatenanti. In questo modo si può lavorare per costruire la conoscenza e le competenze necessarie per sentirsi più fiducioso.
    Probabilmente la persona tende ad evitare di discutere del suo livello di autostima: si avrà maggior successo se si affronta il tema con una relazione di coaching.
  6. favorire l’autonomia: quando le persone del team hanno autonomia decisionale iniziano ad essere responsabili del proprio lavoro ed in questo modo la fiducia può aumentare. Bisogna delegare i compiti e dare alle persone il potere di prendere proprie decisioni, non dimenticandosi che comunque soggetti con poca sicurezza in sé stessi possono inizialmente porre resistenza, perché non si sentiranno certi di aver preso la giusta decisione.
    Per combattere questi dubbi, è necessario incoraggiarli a portare a termine piccoli progetti facilmente realizzabili. Successivamente, se faranno troppo affidamento sull’aiuto o guida altrui, bisogna spronarli ad essere più indipendenti. Questo li spingerà a prendere da soli le loro decisioni, senza ricorrere a consigli ed aiuti.
  7. celebrare il successo: è importante perché il riconoscimento crea fiducia in sé stessi.
  8. incoraggiare il pensiero positivo: molte persone che non hanno sicurezza in sé stessi si focalizzano su pensieri negativi. Potrebbero pensare per esempio “non posso farlo” o “non sono abbastanza intelligente”.
    Una tecnica per portarli a pensare in modo positivo è mostrargli come “capovolgere i loro pensieri” ogni volta che pensano negativamente. Per esempio, se un soggetto pensa “non sono abbastanza intelligente per portare a termine questo progetto”, dovrebbe pensare “so di avere le conoscenze e le capacità per finirlo. Se ho bisogno di aiuto, posso sempre chiederlo”.
    In questo modo si crea un cambiamento nella propria mentalità ed atteggiamento e l’energia è evidente. Questa tecnica risulta essere più efficace quando è utilizzata nel coaching.
  9. bilanciare la fiducia in sé stessi e l’eccessiva sicurezza: infatti quando le persone acquisiscono molta sicurezza in sé stessi c’è il rischio che diventino presuntuose e arroganti.
    Esiste una linea sottile, che una volta superata può portare ad un impatto negativo sul morale e la produttività del gruppo.
    La situazione peggiore è quando le persone arrivano ad essere superficiali perché sovrastimano le loro capacità di improvvisazione in situazioni difficili.
    Se questo accade ad una persona all’interno del team, bisogna iniziare a portare la situazione alla sua attenzione. E’ possibile che non si sia resa conto di aver oltrepassato la linea ed essere giunta all’arroganza.
    E’ necessario incontrarla privatamente, essere precisi riguardo a quello che ci sta dicendo o facendo e spiegare perché il suo comportamento possa essere interpretato come arrogante.
    Se il suo comportamento ha causato tensione o preoccupazione nel team, bisogna assicurarsi che ne sia consapevole. Solitamente quando le persone sono consapevoli che i loro atteggiamenti hanno ferito gli altri, sono motivate a cambiare.

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