Forest

Imparare dai pigmei i segreti del lavoro in team

C’è un che di affascinante nelle relazioni di persone semplici, come le popolazioni pigmee, con la natura e le foreste in cui vivono. L’intensità con cui vivono e la gioia che provano nonostante le avversità, i problemi e le tragedie meritano uno studio.

La loro saggezza e naturale bontà d’animo che esprimono nei rapporti interpersonali può contenere lezioni per la società industriale? La loro bravura nell’operare in team, può insegnare qualcosa sul funzionamento dei piccoli gruppi sul posto di lavoro?

La questione è molto importante perché gran parte del lavoro delle organizzazioni è svolto in piccoli gruppi o team. Tutti ormai sappiamo che la capacità di lavorare in gruppo è essenziale nel villaggio globale, con i suoi rapidi cambiamenti di scenario, prodotti, condizioni di mercato e per avere successo nell’organizzazione post-industriale, basata sulle reti di comunicazione e sui processi interfunzionali. Le organizzazioni che sanno usare bene i gruppi di lavoro possono ottenere migliori performance, mentre le organizzazioni dove questa capacità scarseggia incoraggiano la mediocrità. Termini come lavoro di squadra, qualità, rispetto per l’individuo e orientamento al cliente sono molto diffusi, ma spesso si svuotano per ridursi a clichè. Cosa significa per esempio lavorare in team? Manifestare il desiderio di lavorare in questa direzione è facile e popolare, ma mettere davvero in pratica questo desiderio è molto più complesso. Molte aziende, nonostante i grandi proclami, hanno ancora parecchia strada da fare prima di essere veramente orientate al team working. Invece i pigmei sembrano effettivamente capaci di lavorare in squadra per raggiungere risultati veramente efficaci.

Considerando ciò che può andare male nel lavoro di squadra dobbiamo chiederci: come evitare le trappole? Quali caratteristiche hanno i team veramente produttivi? Cosa rende efficace il lavoro di squadra? E in particolare, in questo caso, come i pigmei interpretano il lavoro di squadra? Possiamo imparare qualcosa da loro?

Il rispetto e la fiducia reciproci tra membri del team

Tra i pigmei, a causa dei grandi pericoli potenziali dell’ambiente in cui vivono, vi è grande dipendenza reciproca. Rimanere vivi è spesso un compito arduo e tutte le piccole cose che noi diamo per scontate sono molte volte frutto di enormi fatiche. Per esempio il cibo non è sempre abbondante e la caccia può essere pericolosa. La foresta è popolata da ombrosi bufali, irascibili elefanti, veloci leopardi, serpenti letali e eserciti di formiche.  Questi pericoli devono essere affrontati non una volta ogni tanto, ma ogni giorno. Senza fiducia il rischio diventerebbe ancora maggiore: ogni individuo deve poter contare su ogni altro membro del gruppo. La reciprocità nella fiducia tra raccoglitori e cacciatori mantiene salda la società pigmea e le permette di funzionare. Quando regna la fiducia, qualunque sia il luogo, tutto si risolve. La fiducia semplifica la vita di ogni organizzazione, è un antidoto alla proliferazione di regole e regolamenti.

La società pigmea è un buon esempio di ciò che può fare la fiducia nel semplificare e velocizzare i processi decisionali. Benché, ad uno sguardo esterno, la vita in una comunità di pigmei sia apparentemente semplice e priva di organizzazione, è invece regolamentata da un complesso, anche se informale, sistema basato sulla fiducia. Le regole informali che costituiscono tale sistema aiutano la comunità a funzionare in modo efficace. Mentre un eccesso di regole e regolamenti segnala un disturbo della fiducia e un atteggiamento paranoide, un elevato grado di fiducia permette all’organizzazione informale di dominare su quella formale. In altre parole, le regole implicite diventano importanti.

La fiducia presuppone il rispetto degli altri membri del gruppo. In una comunità basata sulla fiducia, le differenze sono apprezzate e la diversità può essere un vantaggio competitivo. I pigmei sanno come incanalare in un tutto unico l’energia proveniente dai singoli. Vi è una grande fluidità nell’interpretazione dei ruoli, che facilita la collaborazione.

Il rispetto reciproco, tanto importante per il lavoro di squadra, caratterizza ad esempio le relazioni tra uomini e donne. Diversamente da altre popolazioni dell’Africa, nella società pigmea la donna non è discriminata. Le relazioni tra uomini e donne sono estremamente paritarie; ad esempio la lingua pigmea non prevede differenze di genere. Marito e moglie collaborano in un’ampia gamma di attività, rispettando nello stesso tempo sentimenti e particolarità reciproche. Non alzano mai la voce e nessuno fa mai qualcosa contro la volontà dell’altro.

Le donne sono partner fondamentali del gruppo di lavoro, contribuiscono in modo sostanziale alla preparazione del cibo e di occupano della sua distribuzione. Uomini e donne partecipano alla caccia con la rete. Gli uomini cercano funghi e bacche, raccolgono legna, vanno in cerca di acqua, cucinano, lavano e puliscono i bambini se necessario. Le donne partecipano alle discussioni in cui si prendono le decisioni e svolgono lavori pesanti.

La morale di tutto questo è che se vogliamo che il team funzioni, dobbiamo costruire la fiducia e il rispetto reciproco: se ciò non avviene, tutti gli altri fattori che rendono produttivo il lavoro diventano irrilevanti. Quando tra i membri di un team non vi è reciprocità, il gruppo diventa immediatamente luogo di tensione e discussione.

La fiducia non è però come un fiore delicato, che richiede tempo per sbocciare; cresce meglio se ogni membro del gruppo riuscirà a conquistarla sin dall’inizio e quindi se l’attitudine alla fiducia è uno dei punti fondamentali della sua personalità (come nel caso della società pigmea). Quando la base è solida, la fiducia si impara, proprio come si coltivano l’onestà, la coerenza, la credibilità, la giustizia, la competenza e la capacità di ascoltare.

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Barbara Badiali

“La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità.” (Albert Einstein)

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