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Reverse Mentoring: colmare il divario di competenze

Le persone spesso pensano che più hai esperienza, meno devi imparare.

Tuttavia, i membri del team neo-inseriti o più giovani hanno spesso abilità preziose, una nuova prospettiva e competenze che possono avvantaggiare anche i loro colleghi più anziani per età o ruolo.

In questo articolo, esamineremo come il mentoring inverso può aiutare a colmare le gerarchie organizzative e ad accrescere le tue competenze.

Che cos’è il mentoring inverso?

Il reverse mentoring incoraggia i dipendenti a formare “amicizie professionali” – indipendentemente dall’anzianità – per scambiare competenze, conoscenze e comprensione.

L’ex CEO di General Electric®, Jack Welch, ha il merito di aver inventato il concetto di mentoring inverso. Alla fine degli anni ’90 aveva riconosciuto la sua mancanza di competenze tecnologiche e pensava che i giovani che entravano nell’azienda fossero molto più informati sulle nuove tecnologie rispetto ai loro manager. Quindi, ha chiesto a 500 dei suoi dirigenti top di cercarsi un mentore tecnologico tra i neo assunti.

Di solito, ci si aspetta che un mentore sia più anziano e più esperto del suo allievo. Tuttavia, il reverse mentoring riconosce che ci sono lacune nelle competenze di tutte e due le parti e che ogni persona può affrontare i propri punti deboli con l’aiuto dei punti di forza dell’altro.

Perché e quando organizzare il reverse mentoring?

Il reverse mentoring può svolgere un ruolo importante nel superare i divari generazionali.

Non solo incoraggia la comunicazione tra la forza lavoro multigenerazionale, ma può anche aiutare ad abbattere gli stereotipi dannosi sui diversi gruppi di età.

Ma il reverse mentoring non riguarda solo l’età. I nuovi inseriti possono fornire nuove prospettive e modi di lavorare, mentre i membri del team di lunga data probabilmente possiedono una vasta conoscenza organizzativa.

Il reverse mentoring crea opportunità per diversificare le tue competenze e allo stesso tempo mostrare le tue conoscenze.

È importante lasciare i pregiudizi alla porta. Si potrebbe credere che i millennial si credano dei privilegiati o che le generazioni più anziane siano resistenti al cambiamento, ma queste ipotesi sono probabilmente lontane dalla verità. Tratta ogni membro del tuo team come un individuo e usa il tuo miglior giudizio quando stabilisci una relazione di reverse mentoring.

Esempi di reverse mentoring

Esempio A

Michele è appena entrato a far parte di un’azienda tecnologica di alto profilo come top manager. Tuttavia, la struttura organizzativa si rivela complessa. Al contrario, Sara è stata un middle manager per quasi sei anni ed è desiderosa di crescere. Michele si rivolge a Sara per aiutarlo a fare i conti con la struttura dell’azienda. In cambio del suo aiuto, Michele è in grado di evidenziare le abilità che Sara deve sviluppare per aumentare le sue possibilità di assicurarsi una promozione.

Esempio B

Anna è l’amministratore delegato della sua stessa azienda. Tuttavia, con la crescita dell’organizzazione, aumenta anche la richiesta che lei sia attiva sui social media. In quanto neofita su piattaforme come Pinterest® e Hootsuite®, Anna si affianca al suo social media manager Tommaso per impararne i trucchi. Anna è ora in grado di connettersi in modo più efficace con i potenziali clienti, mentre Tommaso è stato in grado di costruire un rapporto prezioso con il suo CEO.

Esempio C

Teo è uno sviluppatore ed è bloccato da mesi su un problema di codifica, quindi chiede consiglio alla sua nuova collega, Jessica. Nonostante sia in azienda solo da un paio di settimane, Jessica è in grado di usare la sua nuova prospettiva per individuare il problema e trovare rapidamente una soluzione.

Svantaggi del reverse mentoring

Ci sono diversi inconvenienti potenziali quando ti impegni in una partnership di reverse mentoring.

In primo luogo, i membri del team più anziani potrebbero non credere che i loro mentori più giovani abbiano conoscenze preziose da condividere e potrebbero non essere aperti a ricevere feedback da persone con meno esperienza. Al contrario, i nuovi membri del team devono sentirsi abbastanza sicuri e tutelati da condividere le loro opinioni e potrebbero essere meno disposti a partecipare se avessero paura di dare feedback a colleghi più esperti.

Potresti anche scoprire che le persone non sono disposte a dedicare tempo nelle loro agende già impegnative per fare da mentore a una persona che non rispettano o non trovano simpatica.

O ancora, il ruolo del membro del team più esperto potrebbe non richiedere una particolare conoscenza delle nuove tecnologie: in queste situazioni, le partnership di reverse mentoring potrebbero essere solo un piacevole momento di scambio, piuttosto che un momento reciprocamente arricchente.

Come creare una partnership di reverse mentoring di successo

Segui questi cinque passaggi per stabilire un efficace rapporto di reverse mentoring con un membro del team più giovane.

  1. Identificare buoni partner potenziali

Una relazione di tutoraggio efficace richiede una buona chimica tra entrambi i partecipanti. Il tuo partner ideale dovrebbe avere le capacità o le conoscenze di cui hai bisogno ed essere disposto a costruire una relazione con te. Potresti voler condurre un’analisi SWOT personale per identificare i punti di forza e di debolezza che puoi affrontare.

Puoi anche sviluppare una relazione con qualcuno all’esterno dell’organizzazione aziendale: potresti voler identificare qualcuno che abbia esperienze di vita e di lavoro diverse. Fai attenzione a non condividere informazioni sensibili sulla tua organizzazione se lo fai e ottieni prima l’autorizzazione appropriata.

Suggerimento:

L’HR dovrebbe cercare di evitare di imporre relazioni di mentoring a persone che non abbiano alcun interesse a impegnarsi con loro o che non rispettino la persona con cui vengono abbinate.

  1. Stabilisci obiettivi e aspettative chiari

Dovresti discutere in anticipo le tue aspettative con il tuo partner di mentoring. Assicurati che vi sentiate entrambi impegnati e che i vostri obiettivi siano allineati. Cosa vuoi ottenere dalla relazione? Quali abilità specifiche vuoi imparare? Quali conoscenze, abilità ed esperienze puoi fornire? Come e dove vi incontrerete?

  1. Lavora sulle tue capacità di comunicazione

Può essere difficile comunicare con qualcuno con esperienze o abilità molto diverse. Ad esempio, alcune persone potrebbero sentirsi più a loro agio nell’interagire con gli altri tramite e-mail o messaggistica istantanea, mentre altri potrebbero preferire parlare al telefono o incontrarsi di persona. Quindi, assicurati di essere sensibile alle preferenze e ai bisogni di comunicazione dell’altra persona.

  1. Sii gentile, paziente e di mentalità aperta

Sia tu che il tuo partner di reverse mentoring dovete essere aperti all’apprendimento reciproco. Quindi, sii rispettoso e ascolta attivamente senza idee preconcette.

Non sentirti frustrato se il tuo partner non comprende le abilità che stai cercando di condividere. Invece, comunica con tatto e dai un feedback incoraggiante che non sminuisca le sue conoscenze. Usa un feedback costruttivo per aiutarlo a capire la tua prospettiva.

  1. Misura i tuoi progressi

Effettua una verifica regolare per assicurarti di essere entrambi soddisfatti della relazione e di ricevere le informazioni di cui avete bisogno. Tuttavia, se non state facendo i progressi desiderati, pianificate una sessione di brainstorming e discutete di nuovi modi per raggiungere gli obiettivi.

Punti chiave

In una partnership di reverse mentoring, i colleghi si “abbinano” – indipendentemente dall’anzianità – per imparare gli uni dagli altri. Ciò può avvantaggiare la carriera di tutte e due le parti in diversi modi:

  • Condivisione di competenze specifiche come tecnologia o capacità di leadership.
  • Colmare i divari generazionali e gerarchici per migliorare la comunicazione.
  • Incoraggiare le collaborazioni tra i team.

La relazione ideale di mentoring inverso avrà:

  • Uno scambio reciprocamente vantaggioso o abilità e/o conoscenze.
  • Obiettivi e aspettative chiari per misurare il successo della partnership.
  • Comunicazione onesta e rispettosa e incontri regolari.
  • Approcci aperti all’insegnamento e all’apprendimento.

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Barbara Badiali

“La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità.” (Albert Einstein)

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