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Più successo ottieni e più grandi sono i progetti che gestisci, maggiore è il numero di persone che sono influenzate dal tuo lavoro e di quelle che possono influenzarlo. Queste persone sono i tuoi stakeholder. Alcuni di loro vorranno aiutarti, mentre altri potrebbero ostacolarti e bloccare bruscamente i tuoi progetti.

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Immagina di andare al lavoro ogni giorno, pieno di determinazione e convinzione. Credi fermamente nei valori della tua organizzazione e sei impegnato nella sua missione. Poiché comprendi lo scopo della tua organizzazione, ami ciò che fai. Sei felice di andare in ufficio e metti cuore e anima nel tuo lavoro, perché sai che è importante.

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Le riunioni possono sembrare una vera e propria fatica e molti manager faticano a uscire da questa trappola.

Le riunioni dovrebbero essere il luogo in cui si lavora, non dove la produttività va a rotoli. Eppure, troppo spesso, prosciugano le energie delle persone invece di produrre risultati.

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Assumersi sempre la responsabilità delle proprie azioni non è semplice, e affrontare a “muso duro” chi non lo fa non è la soluzione. Piuttosto, un manager deve identificare cosa impedisce alle persone di comportarsi meglio e guardarsi allo specchio.

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Come fare quando l’attenzione ai dettagli diventa “troppa”? Sarà capitato a tutti di avere nel team persone eccezionalmente brillanti e talentuose. Sono eccellenti nel lavoro orientato ai dettagli e hanno standard incredibilmente elevati. Ma c’è il retro della medaglia: passano troppo tempo a concentrarsi su dettagli che non sono rilevanti per l’obiettivo di progetto. Fanno fatica a delegare anche compiti minori e rifanno il lavoro così spesso che finiscono per non rispettare le scadenze.

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Nel lavoro manageriale può capitare talvolta di sentire la necessità di nascondere informazioni importanti al team per proteggerlo o per mantenere un senso di controllo. Oppure di non sentirsi sicuri di chiedere il loro feedback per paura di dover affrontare più punti di vista contrastanti.

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Le riunioni online ci stanno logorando. La ricerca neuroscientifica dimostra che sono particolarmente faticose, ma esistono modi per renderle più gestibili. Quasi contemporaneamente alla pandemia di COVID-19, che ha imposto l’adozione diffusa di pratiche di lavoro da remoto, il termine “Zoom fatigue” è entrato nel lessico aziendale come sinonimo di stanchezza, preoccupazione o burnout associati all’utilizzo di piattaforme di riunione come Zoom, Teams e Webex. I lavoratori hanno riferito di sentirsi esausti a causa del ciclo infinito di riunioni virtuali e hanno attribuito i loro bassi livelli di energia a fattori come la mancanza di interazioni naturali con i colleghi o la maggiore insicurezza derivante dalla percezione di essere osservati da altri.

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I luoghi di lavoro odierni sono più multiculturali che mai ed è normale lavorare con persone provenienti da luoghi e background diversi. Ciò ha aperto molte nuove opportunità, ma ha anche creato alcune sfide.

Le differenze culturali non riguardano solo nazionalità, etnia o credo religioso. Molti di noi lavorano in organizzazioni multigenerazionali, insieme a colleghi più giovani o più anziani che hanno riferimenti culturali, presupposti e atteggiamenti molto diversi dai nostri. E possono persino emergere scontri culturali tra reparti e team nella stessa organizzazione. Tutto ciò significa che dobbiamo essere più bravi a comprendere e operare in un’ampia varietà di culture.

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A volte dare un feedback può essere complicato. Ciò che inizia come una chiacchierata informale con un membro del team su scarse prestazioni o comportamenti negativi può sfuggire al controllo. Volano parole dure, si lanciano accuse e la relazione potrebbe essere seriamente danneggiata.

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I colori ci influenzano e possono aumentare la produttività e concentrazione. Gli scienziati sostengono che i colori ci influenzano a livello mentale, fisico ed emotivo. La giusta tonalità, sostengono, può persino migliorare le nostre prestazioni cognitive.

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Perché può essere importante lavorare bene anche con le persone che non ci piacciono? Lo vedremo in questo articolo e esploreremo i modi in cui si può superare questa antipatia e lavorare in modo professionale e produttivo con tutti i membri del team.

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Aumentano in tutto il mondo le persone che lavorano prevalentemente dal loro ufficio e ovunque si riduce il tempo dedicato al remote working. Per questo vi proponiamo un estratto di un articolo di McKinsey, che riporta i dati di una ricerca svolta negli Stati Uniti, su come gestire questa fase delicata. Perché, come afferma il partner McKinsey Bryan Hancock, “Non importa dove chiedi a qualcuno di essere. Ciò che conta è cosa fai con quella persona una volta che è lì”.

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In questo secondo articolo dedicato alle teorie dei gruppi, andremo a analizzare la teoria di Benne e Sheat.

I gruppi sono composti da persone con una varietà di esigenze e obiettivi diversi. L’obiettivo di qualsiasi team leader è aiutarli a lavorare in armonia.