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L’organizzazione

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In un libro di recente pubblicazione, “Plant Revolution”, Stefano Mancuso, scienziato e neurobiologo, sfata il luogo comune secondo cui le piante sarebbero degli esseri viventi semplici e senza una particolare intelligenza. In realtà, a differenza di quanto si possa pensare, le piante sono l’esempio di intelligenza adattiva più brillante, se non il migliore esempio a cui ispirarsi sulla Terra per trovare delle soluzioni per la maggior parte dei problemi che affliggono l’umanità come l’inquinamento, la penuria di risorse, i rischi che derivano dai fenomeni atmosferici e la possibilità si sopravvivere a un attacco: “Le piante consumano pochissima energia, hanno un’architettura modulare, un’intelligenza distribuita e nessun centro di comando”.


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Un articolo del nostro consulente Alessandro Marini analizza il fenomeno welfare.

Il concetto di welfare non è certamente nuovo nel panorama lavorativo. Affonda le sue radici dalle società di mutuo soccorso e conosce una spinta nel secondo dopoguerra, grazie anche alle storiche esperienze del villaggio di Larderello in Toscana e in quella rivoluzionaria di Olivetti ad Ivrea.


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Jason Fried e David Heinemeier Hanson, oltre a gestire una compagnia di Chicago chiamata Basecamp, hanno pubblicato un libro molto interessante intitolato: “ It doesn’t have to be crazy at work”, non deve essere per forza tutto “folle” sul lavoro.


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C’è un detto che dice che ” la vita incomincia a cinquant’anni”: se c’è coraggio e determinazione questo può accadere. L’azienda fiorentina MrKlep ha voluto credere a tutto ciò affrontando così una nuova sfida:  ha assunto persone in età compresa tra i  45 e 50 anni che ormai pensavano di non avere più possibilità nel mondo del lavoro.


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Un interessante articolo pubblicato su “El País” mostra come comportarsi quando un gruppo di lavoro non raggiunge gli obiettivi a causa della mancanza di coesione. La prima domanda da porsi dovrebbe essere se la fiducia sia davvero presente.

Spesso capita di porsi degli obiettivi, delle regole,  di fissare le date di riunioni, ma si dimenticano gli aspetti più importanti affinché un gruppo sia unito.